Le cucine minimali: una scelta tra eleganza e funzionalità

Le cucine minimali sono una delle ultime tendenze del design contemporaneo.

Cucine minimali. Sono loro le grandi protagoniste nell’interior design oggi. Una tendenza che ha conosciuto una vera accelerazione nell’ultimo anno, come conferma anche il report sui trend 2020 di Pinterest (la nota piattaforma social di condivisione delle immagini), dove le ricerche della keyword “cucina moderna minimalista” sono cresciute del 115%.
Ritorno al minimalismo, dunque. In cucina, così come nel resto della casa. Perché lo stile minimal gode di grande popolarità in tutti gli interni e non solo per motivi estetici. In un periodo storico complicato come quello che stiamo vivendo, cresce il bisogno di rallentare e semplificare. Per ritrovare nelle nostre case quella sensazione di ordine e di quiete che ci è venuta a mancare all’esterno.

Quando nasce lo stile minimale

Meno, ma meglio. (Weniger, aber besser nella versione originale). Questa era la filosofia progettuale portata avanti dal designer tedesco Dieter Rams e che spiega cos’è il minimalismo, prima ancora che si cominciasse a usare questa parola. Per Dieter Rams il buon design è il minor design possibile. “Meno, ma migliore – perché si concentra sugli aspetti essenziali, e i prodotti non sono gravati da elementi non essenziali. Torna alla purezza, torna alla semplicità”.
Questo design ridotto all’essenziale trova una prima espressione nei mobili progettati negli anni ’20 durante il Bauhaus. Ed in seguito teorizzata dal celeberrimo “Less is more” (meno è meglio) dell’architetto tedesco Mies Van Der Rohe. È però negli anni ’60 che nasce il termine minimalismo con l’omonimo movimento artistico newyorchese e le opere di Robert Morris, Sol LeWitt e Frank Stella. Ed è negli anni ’90 che lo stile minimale si afferma nel design con il lavoro di Naoto Fukasawa, Tadao Ando, Jasper Morrison e  Maarten van Severen, per citare solo qualche nome.

Cosa caratterizza le cucine minimali

Linee pulite, colori neutri, materiali di qualità, cura dei dettagli, massima funzionalità. Sono queste le caratteristiche che definiscono le cucine minimali. Come dicevamo, il minimalismo in cucina si concentra infatti solo su ciò che è davvero necessario, progettandolo però nel migliore dei modi.
Versatili ed eleganti, le cucine minimali sono l’ideale negli open space per creare continuità con il living. Le loro forme essenziali si integrano, infatti, alla perfezione con il soggiorno e donano agli interni una sensazione di leggerezza.
Ma vediamo in dettaglio cosa caratterizza una cucina minimale e perché dovremmo sceglierla.

Le cucine minimali hanno linee pulite ed essenziali

Le cucine minimali sono caratterizzate da linee semplici e pulite, dicevamo. Le ante tendono ad essere lisce e uniformi, preferibilmente con maniglie invisibili: incassate o a gola. I lavabi e i fuochi sono integrati nel top, così da essere meno “visibili”. Le cucine diventano monoblocchi scultorei per adattarsi meglio allo stile degli arredi. 

Gli elettrodomestici vengono nascosti dietro ante o dentro apposite armadiature. Tutto è progettato per diventare quasi invisibile e fondersi così con il living.
Un total look che interpreta molto bene le esigenze dell’abitare contemporaneo, dove i confini tra gli ambienti sono sempre più flessibili.

Le cucine minimali puntano tutto sui materiali

Minimale non è sinonimo di freddo e anonimo. In una cucina dalle linee essenziali sono i materiali i veri protagonisti. Materiali tattili, resistenti e performanti, pensati per una cucina al di fuori delle mode.
Come ad esempio l’acciaio inox, il materiale di elezione delle cucine in stile industriale, con cui lo stile minimale condivide il rifiuto per qualsiasi aggiunta decorativa.
L’acciaio inox è una lega metallica liscia e riflettente, dal carattere forte e deciso, ideale per dare personalità a una cucina dall’estetica minimale. L’acciaio inox è, inoltre, un materiale estremamente resistente agli urti e alle temperature elevate. Dunque la scelta perfetta per chi cerca una cucina che possa superare la prova del tempo.

Le cucine minimali preferiscono i colori neutri

Bianco, grigio, nero, delicate tonalità pastello. Oppure color acciaio. Sono i colori neutri a caratterizzare le cucine in stile minimal. L’obiettivo è quello di rendere la cucina il più leggera e ariosa possibile per amplificare visivamente gli ambienti. Un’esigenza particolarmente avvertita nelle abitazioni moderne, nelle quali spesso la cucina è a vista o ha dimensioni ridotte. In una casa che è diventata il cuore di tutte le nostre attività, la cucina diventa minimal e tende a scomparire alla vista per dare l’idea di una zona living più grande.
E sempre per ampliare la percezione dello spazio, le cucine minimali sono spesso proposte in acciaio a vista o in finiture lucide. Due soluzioni che, riflettendo la luce, donano maggiore luminosità all’ambiente.

Le cucine minimali sono facili da pulire

Ultimo ma non meno importante, le cucine dallo stile minimal sono più facili da pulire e igienizzare. Un aspetto fondamentale in qualsiasi cucina, ma che in tempi di pandemia è diventato ancora più importante. Le forme lineari e la totale assenza di fughe delle cucine minimali riducono, infatti, l’annidarsi di sporco e batteri, garantendo così la massima igiene e pulizia in cucina.

Le cucine di Abimis

Le cucine di derivazione professionale di Abimis sono la scelta perfetta per gli amanti delle cucine minimali.
In particolare, le cucine della linea Atelier sono caratterizzate da un design rigoroso ed essenziale. Le ante sono di forma squadrata e disponibili senza maniglie. I piani di lavoro sono lisci e senza fughe.

Il materiale utilizzato per tutte le cucine Abimis è l’acciaio inox AISI 304, una lega metallica antibatterica, semplice da pulire ed estremamente resistente agli urti, all’abrasione e alle elevate temperature.
Le cucine Atelier di Abimis sono, inoltre, completamente personalizzabili nei materiali e nelle finiture. L’acciaio inox può essere infatti laccato in diversi colori oppure abbinato ad altri materiali naturali, come il legno, la pietra e il marmo, o pietre acriliche, come il Corian e l’HI-MACS.

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