
A volte la cucina principale non basta. Non per una questione di dimensioni o di prestazioni, ma perché alcune case sviluppano nel tempo una geografia tutta loro, fatta di luoghi che finiscono per assumere un ruolo speciale.
È accaduto in questa residenza privata di Singapore, immersa in un giardino fitto di bambù e vegetazione tropicale. I proprietari – una coppia di giovani architetti abituata a ricevere amici, colleghi e familiari con grande frequenza – ha trasformato una piccola dépendance affacciata sul verde in una seconda zona cucina dedicata alla convivialità. È nata così quella che amichevolmente chiamano la “cucina delle feste”: un ambiente raccolto, progettato per cucinare insieme, preparare cocktail, organizzare cene informali e trascorrere lunghe serate all’aperto.
Proprio perché lo spazio disponibile era piuttosto limitato, la sfida è diventata avvincente. Poco più di dieci metri quadrati da trasformare in una cucina completa, capace di offrire le stesse prestazioni della cucina principale ma senza rinunciare alla leggerezza e all’apertura che caratterizzano questo piccolo padiglione nel giardino.

Per questa ragione i proprietari si sono rivolti ad Abimis, che per loro aveva già realizzato una cucina di tipo professionale, su misura e super-performante, per l’interno dell’abitazione. E hanno così sviluppato il progetto a quattro mani insieme all’ufficio tecnico dell’azienda. Una soluzione su misura, progettata al centimetro per ottimizzare gli spazi della cucina e massimizzarne le funzioni. Senza ovviamente trascurare l’estetica e il design.
La soluzione individuata parte da una riflessione molto semplice: quando i metri quadrati sono pochi, un’attenta progettazione degli spazi e lo studio delle superfici più adatte diventano fondamentali.
La configurazione scelta per la cucina Ego si sviluppa dunque lungo tre lati, configurandosi come una grande “C” operativa che concentra al suo interno tutte le funzioni necessarie. Il piano in acciaio inox, orbitato a mano, integra il lavello, il piano a induzione e una piastra teppanyaki, mentre sul lato corto trova posto un forno da 90 centimetri.
Di fronte, una parete interamente rivestita in acciaio lucido a specchio nasconde il frigorifero a incasso e moltiplica visivamente le dimensioni dell’ambiente. Il verde del giardino si riflette così all’infinito “rimbalzando” sulle superfici, le foglie dei bambù entrano nella stanza e la profondità dello spazio sembra raddoppiare.

Lo stesso principio ha guidato la scelta delle ante inferiori e dei pensili superiori, anch’essi realizzati in acciaio con finitura a specchio che restituisce luce e leggerezza all’ambiente. A soffitto, una composizione di elementi chiusi e di vani a giorno ospita bicchieri, bottiglie e tutto ciò che serve per aggiungere alla cucina la funzione di piccolo ma attrezzato bar.
L’acciaio orbitato del top prosegue senza interruzioni sulle pareti, creando una continuità materica che illumina l’ambiente e rafforza la percezione di ordine e precisione progettuale.
L’aspetto più interessante del progetto è probabilmente il suo rapporto con il giardino.
Una delle pareti lunghe della dépendance può infatti aprirsi completamente grazie a una serie di pannelli scorrevoli in legno a tutta altezza. Quando ciò accade, la cucina si trasforma in una sorta di padiglione aperto, protetto da una copertura ma completamente immerso nella vegetazione.

La penisola centrale diventa l’elemento di filtro tra chi si trova sotto il porticato e chi lavora in cucina. Un modo per poter conversare con ospiti e familiari senza interrompere la preparazione dei pasti. All’interno della penisola la zona operativa, sull’altro lato la zona pranzo e i divani.
Il senso di profondità dello spazio cucina è amplificato dalla finestra a nastro sopra il lavello, che segue tutta la lunghezza della composizione. Lo sguardo non si ferma così sulla parete di fondo, ma prosegue fino a raggiungere la vegetazione che diventa così parte integrante della cucina.
Il pavimento in pietra nera, le superfici metalliche e il calore del legno creano un equilibrio raffinato tra materiali molto diversi tra loro. Un equilibrio che riflette perfettamente la natura di questo luogo: non semplicemente una cucina da esterno, ma uno spazio domestico progettato con il rigore, l’efficienza e la precisione di una cucina professionale.

Il risultato è una Ego compatta ma sorprendentemente completa, capace di sfruttare ogni centimetro disponibile e, allo stesso tempo, di far dimenticare i limiti dimensionali dell’ambiente. Una cucina pensata per accogliere, cucinare e stare insieme; una cucina dove le finiture scelte per l’acciaio creano un dialogo con la freschezza del giardino tropicale e trasformano una semplice dépendance nel cuore più conviviale della casa.