Una cucina Atelier di Abimis sulle colline di Torino

Il regno domestico di una famiglia di chef

Sulle colline torinesi, a pochi passi dalla Basilica di Superga, una villa degli anni Sessanta rinasce e si amplia per accogliere una nuova stagione della stessa famiglia. Dalla casa lo sguardo abbraccia Torino distesa ai piedi della collina, con le Alpi che, nei giorni limpidi, disegnano un fondale innevato dall’effetto teatrale.

Il proprietario è uno chef che guida due ristoranti importanti in città. Quando eredita la casa dei genitori, sceglie di trasformarla per farne il centro operativo – oltre che affettivo – di una famiglia numerosa: la moglie e tre ragazzi, due dei quali lavorano già nella cucina del secondo ristorante, in provincia. Una famiglia di chef, abituata a ragionare in termini di brigata, tempi, organizzazione.

Una cucina ti tipo professionale per uso domestico

Il progetto di ristrutturazione parte da un punto fermo: la cucina. Doveva essere grande, attrezzata, rigorosamente in acciaio inox – il materiale più performante e igienico – ma senza scivolare in un’estetica fredda o eccessivamente tecnica.

Non una semplice cucina di casa, dunque, ma un laboratorio in cui sperimentare nuove ricette, testare ingredienti, mettere a punto piatti destinati ai menu dei ristoranti. 

Servivano spazi generosi per batterie di pentole, utensili, piccoli elettrodomestici, scorte e materie prime. E una grande isola centrale in acciaio, cuore operativo della stanza, dedicata alla cottura e al lavoro quotidiano, sormontata da una cappa professionale capace di garantire prestazioni impeccabili senza lasciare traccia di odori in casa.

Lavaggio e contenimento, infine, dovevano restare separati, secondo una logica di flussi e funzioni tipica delle cucine professionali.

Conoscendo già l’affidabilità di Prisma – l’azienda veneta specializzata in cucine su misura per la ristorazione, presente con due cucine e i banchi bar in entrambi i loro ristoranti – la scelta è stata naturale: affidarsi ad Abimis, il brand nato dall’esperienza professionale di Prisma ma dedicato nello specifico all’ambiente domestico.

Un’architettura pensata intorno alla cucina

Raccolte le esigenze della famiglia, gli architetti hanno compiuto una scelta radicale: prima ancora di disegnare la cucina, hanno creato lo spazio adatto a ospitarla.

La planimetria originaria non offriva volumi sufficienti. Nasce così una nuova ala a nord, con soffitti alti quasi quattro metri e un’illuminazione naturale indiretta, ampia e diffusa. Una grande veranda vetrata si apre sul giardino, trasformando la cucina in un ambiente autonomo, separato dal resto della casa.

Qui gli chef di casa possono lavorare in piena libertà, senza interferire con la vita quotidiana degli altri ambienti. Un vero e proprio laboratorio domestico.

La cucina Atelier: anima professionale e design contemporaneo

La scelta ricade sulla cucina Atelier di Abimis, il modello che più incarna l’essenza della cucina di tipo professionale struttura in acciaio inox, superfici continue e saldature invisibili, progettata per durare nel tempo e resistere a un utilizzo intensivo.

Per rendere l’ambiente più accogliente e in sintonia con la dimensione familiare, le ante vengono laccate in un verde salvia chiaro, in finitura opaca. Una tonalità sofisticata che dialoga con l’acciaio satinato e introduce una nota calda, quasi materica.

La grande isola centrale della cucina ospita la zona cottura e offre un ampio piano di lavoro, pensato per impastare, tagliare, comporre. Il lavaggio è collocato in un blocco a L su una parete cieca, mentre le altre due pareti accolgono un’imponente dispensa con colonne in acciaio, laccato nella stessa tonalità verde chiaro, e un frigorifero professionale a doppia colonna in acciaio satinato.

La veranda: il rito dell’assaggio

Due ampie aperture collegano la cucina alla veranda vetrata, trasformata in una zona degustazione. Un tavolo in legno d’antiquariato e sedie da esterno in ferro verniciato creano un angolo raccolto, sospeso tra interno ed esterno.

È qui che i piatti vengono assaggiati, valutati, discussi. Con la calma necessaria, lontano dalla pressione del servizio, ma con la stessa attenzione maniacale ai dettagli.

In questa casa sulle colline di Torino, la cucina non è solo uno spazio funzionale: è il luogo dove la tradizione familiare si rinnova ogni giorno, tra acciaio, luce e profumo di sperimentazione.

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