17.09.2025

Abimis incontra Mathieu Steinmetz: imprenditore e interior designer francese, fondatore del celebre studio 10surdix

Alla guida dello studio 10surdix, fondato nel 2013 a Parigi con Marion Steinmetz e Guillaume Koenig, Mathieu Steinmetz ha ridefinito il concetto di interior design con eleganza discreta e materica.

Autodidatta, ha mosso i suoi primi passi nel 2004 a Strasburgo, aprendo uno show-room dedicato all’interior design e alla decorazione, diventato presto un laboratorio di ricerca sui materiali e sul linguaggio visivo.
Oggi lo studio 10surdix, che ha arredato decine di importanti abitazioni a Parigi e in tutta la Francia, incarna un approccio sartoriale all’architettura d’interni, dove ogni progetto è profondamente legato a chi lo abita.
Con sede nel VI arrondissement di Parigi – alle spalle dell’Hôtel de l’Abbaye – lo studio ha saputo farsi notare per una cura del dettaglio fuori dal comune, con un mix di pezzi iconici e nuove proposte, e una particolare sensibilità verso materiali e artigianalità.

Abbiamo incontrato Mathieu per parlare del suo rapporto con le cucine in acciaio, del dialogo instaurato con Abimis, e di come trasformi precise richieste funzionali in ambienti di vita e bellezza.

L’intervista a Mathieu Steinmetz

Come definiresti il tuo stile nell’interior design?
Non è sempre facile associare delle parole a uno stile. Non so se ho uno stile in particolare, ma mi sembra essenziale cercare un equilibrio tra estetica, comfort e funzionalità. In generale, il “bello” è qualcosa di molto soggettivo. L’obiettivo è creare un’atmosfera piacevole da vivere.

Negli anni hai progettato case in molti stili diversi. Ma com’è la casa in cui vivi?
Forse è un mix di tutti i nostri progetti? Ogni interno è unico e deve somigliare a chi lo abita. Personalmente, mi piace mescolare alcuni pezzi iconici con opere di artisti o editori più contemporanei. L’essenziale è che ogni oggetto mi comunichi qualcosa e abbia una funzione.

E più nello specifico, come hai progettato la tua cucina?
Abbiamo pensato la cucina come uno spazio funzionale, ma anche come un elemento decorativo capace di dialogare con il volume complessivo della casa. Non è un ambiente nascosto, ma aperto sul soggiorno, sull’ingresso e sull’esterno. È sicuramente la stanza in cui passiamo più tempo, soprattutto per chi – come noi – ama cucinare.

Come riesci a interpretare e tradurre con coerenza le richieste specifiche dei clienti in ogni progetto?
Non è sempre semplice, ma credo che la chiave sia passare del tempo con i clienti, fare domande, coinvolgerli attivamente per capire davvero cosa desiderano. Ogni progetto è pensato per una persona o una famiglia diversa. Il mio ruolo è accompagnarli nella creazione di un ambiente che li rappresenti. L’obiettivo è sentirsi bene a casa propria, con un’estetica piacevole e rassicurante. È un vero lavoro di squadra.

Dal tuo punto di vista, qual è il ruolo della cucina all’interno della casa? Quali elementi ritieni indispensabili nella sua progettazione?
La cucina è, per me, di gran lunga l’ambiente più importante della casa. È lì che succedono molte cose. Deve essere funzionale, facile da vivere e piena di vita.

Quanti progetti hai realizzato con Abimis?
Non ricordo il numero esatto, ma credo una trentina. Ogni cucina Abimis è una storia a sé.

Puoi raccontarci uno o due progetti nel dettaglio? Ci sono state situazioni complesse o richieste insolite da parte dei clienti?
Ci sono tanti aneddoti, perché le richieste a volte sono davvero particolari. Ricordo un bellissimo progetto in Corsica: la cucina Ego si è integrata in modo naturale con l’architettura in legno della casa e con il verde circostante…

Perché hai scelto cucine in acciaio inox per questi progetti?
Per la qualità, la durata nel tempo e il valore estetico. Le cucine Abimis sono pensate per chi ama davvero cucinare.

Come hai scoperto Abimis e perché l’hai scelta come partner per le cucine?
Un amico fotografo le ha scoperte durante uno shooting in Italia. Me ne ha parlato e mi sono subito innamorato del sistema Ego. Una cucina Abimis è qualcosa di davvero speciale.

Secondo te, quali sono i punti di forza distintivi di Abimis? Quelli che ritieni fondamentali per i tuoi progetti d’interior?
Direi la flessibilità. L’ufficio tecnico si adatta a ogni progetto per rispondere al meglio al brief e alle esigenze dell’utente.

Infine, ci definisci Abimis in tre parole.
Design. Durabilità. Unicità.

Scopri QUI tutte le realizzazioni di 10surdix

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