Una cucina Abimis a Milano, in un progetto di Giuliano Dell’Uva 

Nel cuore di Brera, una casa ottocentesca ritrova la sua anima contemporanea 

Nel centro storico di Milano, in un elegante edificio ottocentesco nel cuore di Brera, una coppia di imprenditori napoletani ha scelto di creare la propria “casa milanese”: un rifugio luminoso e accogliente, dove la vita frenetica della città incontra il calore e la convivialità tipicamente partenopei. 

L’appartamento, situato all’ultimo piano, è stato completamente ristrutturato dall’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, amico della coppia, che ha saputo intrecciare in modo sapiente memoria e modernità, rispettando i caratteri storici dell’edificio — i soffitti affrescati e le antiche marmette in cemento colorato — e rendendo gli spazi più adatti a uno stile di vita contemporaneo. 

La cucina, cuore della casa 

“Essendo di origine napoletana, la cucina per noi è il cuore della casa”, ci raccontano i proprietari. 
E proprio da questa esigenza nasce il progetto della cucina, concepita come spazio centrale e identitario. L’architetto Dell’Uva ha deciso di unire due piccole stanze preesistenti per creare un unico ambiente ampio e funzionale, dove luce e convivialità diventano protagoniste. 
La nuova cucina si articola su tre volumi. 

Lungo una parete, un blocco bianco a tutta altezza nasconde forni, frigoriferi e dispensa, garantendo ordine e pulizia visiva. 

Sul lato opposto è stata posizionata la zona operativa: un elemento basso – con un doppio lavabo in marmo Bardiglio opaco, scavato in un unico monolite – che conferisce matericità e rigore all’ambiente. Il contrasto tra la texture vellutata del marmo e la finitura scura crea un equilibrio di elegante sobrietà. 

Sulla parete di fondo, una carta da parati realizzata con le pagine del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, uno dei libri preferiti dalla padrona di casa, aggiunge una nota poetica e personale all’ambiente. 

L’isola Ego in acciaio a specchio: tra leggerezza e riflessi 

Al centro della stanza, un’isola della linea Ego di Abimis in acciaio lucido a specchio funge da fulcro visivo e funzionale. 

Il piano cottura a induzione con cappa integrata e il secondo lavello di servizio sono inseriti a filo nel top, per garantire una perfetta continuità estetica. 
Le maniglie in ottone satinato, eleganti e minimali, creano un bel contrasto con la superficie specchiante dell’acciaio e garantiscono una presa ergonomica senza impronte. 

Ma il vero tocco di classe è nel riflesso delle marmette colorate sul fronte lucido. Un effetto, voluto dal progettista, che amplifica la luminosità dell’ambiente e alleggerisce il volume del monoblocco: un gioco di rimandi che fa letteralmente “scomparire” l’isola nello spazio. 

A completare il progetto, alcune mensole curvilinee e le coperture dei radiatori sotto le finestre in acciaio, con la stessa finitura opaca del blocco operativo; anche queste realizzate da Abimis su disegno del progettista.

Un arco ricavato nel muro portante collega la cucina alla sala da pranzo, favorendo una continuità visiva e funzionale tra gli ambienti. Una soluzione pensata appositamente per condividere gesti, sapori e conversazioni in un luogo aperto e conviviale. 

L’arte di Abimis e la visione di Dell’Uva 

Questo progetto riflette appieno la filosofia dell’architetto partenopeo che nei suoi lavori unisce rigore architettonico e sensibilità artistica. E conferma ancora una volta l’affinità tra Giuliano dell’Uva e Abimis, che insieme hanno realizzato diversi progetti, e la capacità dell’azienda veneta di seguire nel minimo dettaglio il pensiero del progettista, grazie a un grande know-how tecnico e a un altissimo livello di artigianalità nella lavorazione delle cucine in acciaio. 

“Abimis mi consente una libertà assoluta”, confessa Giuliano Dell’Uva. “Una cucina Abimis è parte del progetto stilistico dell’ambiente, allo stesso tempo ha una grande solidità. E la soddisfazione dei clienti lo conferma”. 

In questa casa milanese sospesa tra due città e due culture, la cucina diventa una dichiarazione di stile e identità: un luogo dove la precisione del design incontra il calore della vita domestica, dove Milano dialoga con Napoli attraverso la luce, i materiali e l’arte del saper vivere. 

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