
La cucina Kosher, ovvero la cucina basata sui precetti della tradizione ebraica, è diventata oggi sempre più diffusa e ricercata. Si aprono sempre più ristoranti Kosher nelle nostre città e le ricette della cucina Kosher sono oggi facilmente reperibili in qualsiasi libreria o sul web.
Ma se assaggiare un piatto della tradizione ebraica diventa sempre più facile, non è altrettanto semplice provvedere alla sua preparazione. Non solo perché bisogna seguire rigide regole nella scelta e nell’abbinamento degli alimenti, ma anche perché il cibo va preparato in un ambiente progettato secondo precise normative. Una cucina Kosher, appunto!
Ma facciamo un passo alla volta e vediamo cos’è la cucina Kosher e cosa la caratterizza…
La parola ebraica Kosher (o Kashér nella tradizione sefardita) significa letteralmente “permesso, legittimo, lecito”.
La cucina Kosher dunque è quella che rispetta in maniera scrupolosa i dettami alimentari stabiliti dalla Torah, interpretati dall’esegesi nel Talmud e codificati nel Shulkan Aruk (il testo normativo e ritualistico ebraico che contiene le norme rituali e comportamentali della religione ebraica).
Per cucina Kosher, quindi, distinguiamo due aspetti distinti ma strettamente legati tra loro.
Da un lato, l’alimentazione Kosher, ovvero i piatti della tradizione ebraica, preparati secondo le precise regole dettate dalla Kasherut (la regola di cosa è lecito e cosa non lo è nell’alimentazione).
Dall’altro, la cucina Kosher vera e propria; il luogo dove i cibi possono essere adeguatamente conservati, preparati e consumati nell’assoluto rispetto di queste regole.
Le norme che regolamentano la dieta ebraica, indicate nella Torah, sono davvero tante e sarebbe impossibile elencarle tutte qui.
Non ci soffermeremo dunque su quali alimenti possano essere consumati e quali sono proibiti per un ebreo praticante. In questo articolo ci focalizzeremo invece sulle regole che, più di tutte le altre, influenzano la progettazione delle cucine Kosher.
Al primo posto c’è la necessità di tenere separati alcuni alimenti evitando qualsiasi contaminazione tra essi.


L’imperativo della cucina Kosher infatti è il seguente: non bisogna mai mescolare la carne con i latticini. Un divieto più volte indicato nella Torah: “Non farai cuocere un capretto nel latte di sua madre”. (Es 23:19)
Una seconda regola da seguire è quella legata allo Sabbath (o Shabbath), la festa del riposo che viene celebrata ogni sabato.
Durante quella giornata gli ebrei non possono compiere certe attività legate al lavoro ma anche alla vita quotidiana in casa, e alcuni divieti possono allargarsi anche all’uso degli elettrodomestici.
La terza regola che può influenzare la progettazione delle cucine Kosher è quella di Pesach (la Pasqua Ebraica), un’importante festività che dura otto giorni (sette giorni in Israele) e che celebra la liberazione del popolo ebraico dall’Egitto e il suo esodo verso la Terra Promessa.
In questo periodo, non solo non si possono consumare alimenti lievitati, ma bisogna anche allontanarli dalla casa dopo aver eliminato da essa ogni più piccola traccia di lievito.
Una cucina Kosher deve tener conto delle regole relative alla Kasherut, alla Pesach e allo Sabbath.
Ma non bisogna dimenticare che, al di là delle regole, le famiglie ebree trascorrono tanto tempo in cucina. È qui che ricevono ospiti e parenti ed è qui si celebrano insieme le festività. Qui si chiacchiera, si raccontano storie, si canta, si prepara il cibo…
La cucina, per la tradizione ebraica, è un luogo di grande convivialità; il vero cuore della casa.
Le migliori cucine Kosher sono quindi quelle progettate intorno alle abitudini e alle pratiche quotidiane delle famiglie che le vivono quotidianamente, e soprattutto devono poter semplificare al massimo il rispetto di queste regole per chi la usa.
TUTTE LE CUCINE ABIMIS HANNO LA CERTIFICAZIONE KOSHER
In una cucina Kosher lo spazio dedicato a contenitori e cassetti è solitamente superiore rispetto alle cucine tradizionali.

Dato che bisogna evitare qualsiasi contatto tra la carne e il latte, infatti, è necessario tenere i due alimenti ben separati in ogni fase del cucinare. Dalla conservazione alla preparazione, dalla cottura del cibo al suo consumo, fino al lavaggio delle stoviglie. Il che significa raddoppiare quasi tutto…
Bisogna disporre di almeno due servizi di pentole e di padelle, due servizi di piatti e di posate, doppie teglie, doppi set di coltelli, doppi vassoi da portata etc… Uno da utilizzare per i cibi che contengono la carne, e l’altro per quelli contenenti il latte.
Qualche famiglia dispone addirittura di 3 set di stoviglie. Il terzo servizio viene utilizzato in occasione di Pesach, la Pasqua Ebraica (vedi capitolo 9).

Molto spesso questi set di pentole e di stoviglie hanno forme e colori diversi tra loro, per facilitarne il riconoscimento e non rischiare di usarle per i cibi sbagliati.
E, visto che i set di pentole e stoviglie vanno riposti in spazi nettamente separati, ne consegue che ogni più piccolo spazio della cucina deve essere ottimizzato al massimo.
Per prevenire la contaminazione incrociata tra latticini e prodotti a base di carne, la cucina deve prevedere inoltre 2 zone operative distinte, con 2 piani di lavoro e 2 lavelli ben separati.
Alcune famiglie dispongono di una terza zona di lavoro per i cibi Parve, (quelli cioè che non contengono né con latte né carne. Questo significa che qualsiasi cosa venga preparata nella “zona Parve” potrà quindi essere gustata sia con un piatto a base di carne sia con uno a base di latticini.


Lo stesso discorso vale per la scelta degli elettrodomestici per la cucina Kosher.
Per non mescolare latte e carne, oltre al lavello è consigliabile prevedere doppio forno, doppio microonde e doppia lavastoviglie.
Per chi invece ha problemi di spazio, oggi esistono anche forni, frigoriferi e lavastoviglie dotati di cassetti o di vani completamente separati.
La soluzione migliore, quando lo spazio lo consente, è quella di creare due isole nella cucina, ognuna con il suo piano lavoro, il suo lavello e i suoi elettrodomestici. In questo modo si garantisce che latte e carne vengano preparati in aree completamente separate, senza correre il rischio di contaminazioni.

Durante il Sabbath e in altre celebrazioni, la religione ebraica prevede restrizioni su diverse attività relative al lavoro e alla vita quotidiana, tra cui il divieto di cucinare. Ma alcune limitazioni possono estendersi anche all’uso degli elettrodomestici. Tra queste, l’accensione e lo spegnimento degli apparecchi, l’utilizzo dei pannelli di controllo o l’attivazione di luci e suoni.
Per questo esistono elettrodomestici speciali, dotati di “Modalità Sabbath” in grado di programmare o di escludere alcune funzioni (come i display, le luci e i suoni) per tutta la durata della festività.
Ad esempio, un forno con funzione “Sabbath Mode” può mantiene in caldo il cibo precedentemente preparato, evitando così alle persone di lavorare in cucina. In alternativa, si può installare una “plata”, ovvero una speciale piastra elettrica scaldavivande a temperatura fissa.
Il frigorifero invece, con questa speciale funzione attiva lo sbrinamento a tempo per mantenere il cibo fresco, non fa accendere la luce all’apertura della porta e sospende l’erogazione del ghiaccio.
Sono piccole attenzioni che però consentono alle persone di utilizzare tutti gli elettrodomestici senza contravvenire alle leggi religiose.
Secondo le regole della Torah, durante la Pesach (la Pasqua Ebraica) è proibito consumare cibi lievitati. Non solo: è anche proibito tenerli in casa.
“Toglierete di mezzo ogni tipo di cibo lievitato, poiché chiunque si ciberà di cibo lievitato, verrà recisa la sua anima da mezzo al popolo” (Es 12:15).
Per questa ragione prima della Pasqua la casa viene pulita a fondo per lo sgombero del chamez (ogni tipo di sostanza lievitata).
Tutti i prodotti lievitati – o che possano essere venuti a contatto con essi – vanno allontanati. La casa va “Kasherizzata” e ripulita da ogni pezzo di pane, dai biscotti, da ogni briciola di grissino, così come da tutte le bevande lievitate (come lo yogurt, il vino e la birra…).
Chi ne ha la possibilità, realizza una seconda cucina, separata da quella principale, da utilizzare solo durante la Pasqua. Ma nella maggior parte dei casi, prima di Pasqua le famiglie puliscono a fondo tutta la casa per eliminare qualsiasi traccia di cibo lievitato.
Una curiosità… Le tradizionali “pulizie di Pasqua” che tutti conosciamo, nascono proprio da questa antica usanza ebraica.
Per questo è importante che la cucina sia realizzata con materiali non porosi, così da non assorbire lieviti. I materiali devono essere lisci e facili da pulire, senza tagli o intercapedini dove si possano annidare residui di cibo o piccole briciole di pane.
Uno dei materiali più adatti per la cucina Kosher è l’acciaio inox AISI 304.

Oltre ad essere un materiale estremamente resistente e facilissimo da pulire, l’acciaio inox è un materiale biologicamente neutro, antibatterico, che non assorbe sapori e odori e non viene mai contaminato dai cibi.
Appare evidente che non è facile realizzare una cucina Kosher che sia rispettosa delle regole della Kasherut, che sia funzionale, ben organizzata e al tempo stesso bella da vedere.
Per questo, prima di procedere all’acquisto, consigliamo di affidarsi ad un team di consulenti esperti nella progettazione di cucine Kosher e di scegliere un’azienda che produce cucine Kosher con i materiali migliori e con la massima possibilità di personalizzazione.
Solo così potrete avere in casa la migliore cucina Kosher. Una cucina cioè che consente di ottimizzare al meglio gli spazi disponibili, anche i più piccoli; di scongiurare contaminazioni tra cibi e di semplificare al massimo le attività necessarie per il rispetto delle regole imposte dalla religione. Senza ovviamente trascurare il design…
Tutte le cucine Abimis hanno ottenuto la certificazione internazionale Kosher (confermata dal sito wwww.digitalkosher.com) in quanto rispettano in pieno le normative della Kasherut.

Il “Kosher Certificate”, rilasciato dal Rabbino Menahem Hadad per conto dell’organizzazione 1K Kosher di Bruxelles, dichiara ufficialmente che le cucine Abimis “…sono realizzate in acciaio inox e progettate secondo le esigenze kosher di una famiglia ebrea e sono particolarmente adatte alla kosherizzazione in occasione della Pesach”.

Abimis è un’azienda italiana che produce le migliori cucine Kosher in acciaio inox AISI 304. Specializzata da anni nella realizzazione di cucine di derivazione professionale, Abimis da sempre realizza solo ed esclusivamente cucine su misura.
Questo significa che ogni cucina è completamente cucita sulle esigenze del cliente, garantendo così una perfetta organizzazione degli spazi, anche negli ambienti più piccoli.
Abimis è il partner migliore per realizzare cucine Kosher per diversi motivi:






Quando si arriva al momento della scelta, è fondamentale di avvalersi di un team di progettisti esperti di cucine Kosher, cioè di professionisti che abbiano già maturato una buona esperienza nel settore.
Noi di Abimis ci avvaliamo da anni della consulenza di Federica Zama, progettista, interior designer e fondatrice dello studio M’ama di Faenza. Federica ha progettato molte cucine Kosher prima per la grande comunità ebrea di Londra, poi con quella Italiana.
Affidandovi a Federica Zama e al suo team di consulenti troverete:
Perché la migliore cucina Kosher non è solo lo spazio che rispetta la kasherut al 100%. È soprattutto un ambiente caldo e piacevole nel quale vivere momenti felici con la famiglia, i parenti, gli amici.
Scrivici su info@abimis.com o contatta Federica Zama per essere seguito dal nostro team di esperti, passo dopo passo, nella progettazione di cucine Kosher.
Abimis progetta e realizza cucine Kosher per ogni esigenza e le consegna in tutto il mondo!