
Un logo non è mai solo un ornamento grafico. È una dichiarazione, una presa di posizione, una promessa. Racconta ciò che un brand è, ma soprattutto ciò che decide di non essere. È il primo strato visibile di un’identità più profonda, il punto di equilibrio tra visione, cultura e valori fondanti.
Nel caso di Abimis, il logo accompagna la filosofia progettuale e ne rappresenta una diretta e naturale conseguenza.
Il primo logo: rigore, sottrazione, competenza
Il primo logo di Abimis nasce nel 2013 insieme all’azienda, in coerenza con l’origine del brand.

Si caratterizza per un segno tipografico sottile, misurato, minimale. La leggerezza del tratto comunica disciplina progettuale, precisione e distanza da qualsiasi forma di ostentazione. È un logo delicato, che non alza la voce e non cerca attenzione. La ottiene attraverso i contenuti.
Dal punto di vista grafico, il primo logo di Abimis riflette un brand ancora fortemente legato al mondo professionale, dove il valore non si proclama ma si dimostra.
Dal punto di vista emotivo, invece, parla a un pubblico competente, capace di riconoscere la qualità senza bisogno di enfasi. Un segno colto, rigoroso, coerente con una cucina che nasce per funzionare, prima ancora che per apparire.
Il restyling: evolversi senza cancellare
Il restyling del logo, affidato nel 2024 allo studio Designwork di Udine, non nasce da un desiderio di cambiamento fine a sé stesso, ma da una necessità strategica: rendere l’identità di Abimis più solida, più presente, più leggibile su scala internazionale.

“L’obiettivo, condiviso con l’azienda, non era cancellare il passato, ma valorizzarlo – spiega Designwork – accompagnando il marchio verso una nuova fase della sua storia attraverso un intervento misurato e rispettoso della sua identità”.
Il lavoro si concentra sulle relazioni interne del segno. Pieni e vuoti trovano una nuova armonia, le curve diventano più morbide, le proporzioni più equilibrate e classiche. Il logo diventa più ‘bold’, più corporeo, non più rumoroso. Cambia il peso specifico, non il carattere. Come una cucina Abimis, occupa lo spazio con misura, senza bisogno di dichiarazioni ridondanti.
“Un lavoro di precisione che rende il logo Abimis più fluido e coerente, migliorandone leggibilità ed eleganza complessiva”, conclude Designwork. “Un logo che risulta più incisivo ed efficace, soprattutto nelle applicazioni digitali e in quelle cartacee. Semplicità e chiarezza diventano così strumenti strategici per rafforzare l’identità del brand e comunicarne con maggiore forza la visione futura”.

In Abimis nulla è decorativo, superficiale, fine a se stesso. Nemmeno il logo.
La sua evoluzione segue la stessa logica che guida il progetto delle cucine: partire dalla funzione, attraversare la tecnica, arrivare alla bellezza attraverso una forma essenziale ma estremamente curata e densa di significato. Perché la bellezza, per Abimis, è design. Non inteso come estetica ma come progetto, come disegno strategico. Un progetto innovativo e radicale scritto nel Dna stesso dell’azienda e che nasce Ab imis fundamentis, dalle fondamenta più profonde, appunto.
Non per cambiare, ma per rendere ancora più profondo ciò che esisteva già.